NewZpaper

LA COSCIENZA DI ZETA

Cerca

Dimmi chi sei e ti dirò cosa sollevare: otto stereotipi da palestra

Entrare in una palestra per la prima volta vuol dire immergersi a tutti gli effetti in un microcosmo in cui la linea che separa il semplice allenamento dalla platea per una ricerca sociologica è ben più sottile di quanto si possa credere.
Per arrivare preparati, vi presentiamo otto profili che, a prescindere da dove e quando, incontrereter almeno una volta durante i vostri allenamenti.

IL POWERLIFTER
Canotta aderente con pantalone abbinato, fasce di protezioni per gomiti, ginocchia e polsi e scarpe alte con suola piatta: è impossibile non riconoscerlo al primo sguardo.
Conosce solo ed esclusivamente tre esercizi: squat, spinte sulla panca piana e stacco da terra. Se si sta allenando lui, nessuna di queste postazioni sarà a vostra disposizione; data la stazza, d’altronde, non avrete neanche la volontà di discuterci.
Il suo motto è: «magna e spingi».

IL MARPIONE
Alla fine della sua sessione di allenamento saranno più il numero dei tentativi di approccio sarà maggiore di quello di serie eseguite. Sfrutta ogni occasione per attaccare bottone e scruta attentamente ogni ragazza durante una serie di squat.
Profondo conoscitore degli specchi, padroneggia ogni angolo in cui può applicare il suo personale voyeurismo senza essere beccato. Puntualmente rifiutato e spesso insultato, non si abbatte mai e continua a presentare a qualsiasi sfortunata preda la sua compilation di battute squallide.
Il suo motto è: «quelli come noi non mollan mai».

LE AMICHE
Una ragazza in palestra è spesso accompagnata dalla sua amica del cuore. Una coppia indissolubile che si fonda sul perfetto abbinamento di top e leggins.
Il loro workout non è un mistero: solo glutei, addome e gambe. Condividono tutti gli esercizi sui loro profili social dove spesso compaiono anche altre coppie di amiche: i loro scambi di battute ad ultrasuoni sono incomprensibili al resto del mondo
Il loro motto è: «siamo la coppia più bella del mondo».

I GYMBRO
Versione maschile delle precedenti, hanno spesso dai 16 ai 25 anni: anche loro vestiti abbinati, sfoggiano una canotta allargata all’altezza del petto per mettere in risalto il dorso ed i pettorali. Si alternano in qualsiasi loro esercizio e chi non lavora assume il ruolo di mental coach spingendo l’altro al massimo. Il tutto accompagnato da versi alquanto strani. Un’analisi approfondita rileverebbe livelli di caffeina in corpo illegali in diversi stati del mondo. Arrivati a fine workout i due si separano come se uno dei due dovesse partire verso il buco nero Gargantua di Interstellar, e tornati a casa si mandano continuamente reels e tiktok motivazionali.
Il loro motto è: «ogni mio fratello è un bro».

IL BODYBUILDER
Veste t-shirt una o due taglie più strette per far risaltare il volume muscolare e i suoi allenamenti sono programmati nel dettaglio. Monitora tutti i tempi di recupero e sfrutta ogni occasione buona per guardarsi allo specchio. Si fa beffe dei nuovi arrivati ed ogni tanto, spinto da grande pietà, dispensa dritte ai più giovani sentendosi moralmente chiamato in causa.
Finito l’allenamento è puntualmente pronto con il suo shaker proteico. Per lui l’attività fisica è uno stile di vita da portare avanti 24/7: a casa possiede scorte infinite di riso, pasta, tonno, petto di pollo, albumi e yogurt greco.
Il suo motto è: «proteine e ghisa come stile di vita».

L’URLATORE
Il silenzio rigoroso durante l’allenamento non fa per lui. Esegue solo serie con carico altissimo per le sue possibilità ed ha inventato un nuovo sistema numerico: quello decimeeehh. Simile a quello decimale, ma con qualche differenza sostanziale: lo zero non esiste, si parte dall’eeeh, poi c’è il deeee, triiii, caatr e così via. Ogni urlatore regala lezioni non richieste con la sua vocalità durante ogni allenamento.
Il suo motto è: «la matematica è un opinione».

IL COSTRETTO
Ha ricevuto l’ordine da parte del suo medico di fare attività fisica e sceglie di andare in palestra soprattutto per sentirsi meno in colpa con se stesso. Di conseguenza, ogni ripetizione per lui è una sofferenza. I suoi esercizi preferiti sono cyclette e tapis roulant perché è convinto che sudare faccia perdere massa grassa. Non importa quanto caldo faccia nella palestra, il suo abbigliamento è sempre quello adatto a scalare il K2. Torna a casa con la consapevolezza di essersi guadagnati un bel pasto sgarro sostanzioso e puntualmente, a fine mese, si lamenta di essere peggiorato.
Il suo motto è: «ma sì dai, un pezzo di cioccolata non mi fa nulla, tanto vado in palestra… ma nemmeno due pezzettini… tanto è fondente…»

IL CHI L’HA VISTO
Ha un grandissimo potenziale, ma scompare dopo qualche allenamento. Nonostante ciò, puntualmente si presenta alla prova costume con un fisico da fare invidia a tutti. La genetica è sicuramente dalla sua parte ma in realtà ha scoperto l’allenamento a casa: workout brevi e ad altissima intensità, alimentazione sana e qualche sporadica comparsa in palestra solo per sfoggiare i suoi miglioramenti alla platea incredula. Rinnova l’abbonamento perché spera di ottenere risultati migliori, ma rimane puntualmente deluso e sparisce dopo qualche sessione.
Il suo motto è: «fatto in casa».

Pur con tutti i tratti stereotipati su cui si ironizza, in fondo ognuno di noi è legato a tutti i frequentatori della propria palestra, i quali sono parte integrante degli allenamenti e spesso co-protagonisti di ricordi indelebili da conservare con cura.